Matthew Lipman, A.M. Sharp, F.S. Oscanyan
LA FILOSOFÍA EN EL AULA
Proyecto Didáctico Quirón, n° 31
Madrid, Ediciones de la Torre, 1992
Originale: Philosophy in the classroom (1980)
Philosophy goes to school (1988)
Temple University Press
(Traduzione e sintesi dallo Spagnolo a cura di Mario Bruno)
Perché l’educazione morale non può essere separata dall’educazione filosofica.
- In primo luogo, la filosofia volge a garantire competenze di pensiero, in modo tale che gli aspetti logici di una situazione possano essere gestiti dal bambino che ha appreso a sviscerarli e a percepire il bisogno di obiettività, di coerenza e di globalità nella prospettiva che egli si forma di tali situazioni.
- In secondo luogo, la filosofia comporta una ricerca continua di alternative, sia teoriche sia pratiche, con il risultato generale di indirizzare il bambino verso un atteggiamento più aperto e flessibile nei confronti delle possibilità di una determinata situazione.
- In terzo luogo, la filosofia sottolinea il riconoscimento della complessità e multidimensionalità dell’esistenza umana … (285)
- In quarto luogo, Filosofia per Bambini non si limita al ragionamento in ambito di comportamento morale, ma si rivolge anche all’ambito delle opportunità che consentono di mettere in pratica la moralità. … Anziché parlare della considerazione, della sollecitudine o di qualsivoglia altra virtù, il docente dovrebbe proporre situazioni che consentano ai bambini di partecipare in modo attivo ad esperienze che mettano in luce in che cosa consistono la considerazione, la sollecitudine e altre caratteristiche morali sulla scia delle loro stesse esperienze, che illustrino che cosa è ciò che fanno le persone che impersonano questi sentimenti, posto che la moralità non consiste in sentimenti per se stessi, ma bensì nel comportamento che accompagna questi sentimenti. (286)
- In quinto luogo, diciamo che un programma di educazione morale dovrebbe accrescere nel bambino il riconoscimento dei sentimenti altrui. La filosofia non può mai essere separata dal dialogo, perché essa implica essenzialmente la dissertazione e quest’ultima è un aspetto del dialogo. … La discussione filosofica porta a conoscere una grande varietà di punti di vista presenti nel gruppo e, insieme, dell’altrettanto grande insieme di differenze fra opinioni e convinzioni. … Appena gli alunni riescono a superare le proprie reticenze, l’insegnante deve prendersi la responsabilità di introdurre i criteri per una discussione filosofica: imparzialità, globalità e coerenza … non deve ostacolare la discussione e il processo di ricerca con una sua personale presa di posizione. … In poche parole, la discussione filosofica porta gli alunni a diventare consapevoli gli uni degli altri come individui sensibili e pensanti, nel momento in cui consente loro di prendere in considerazione i loro differenti punti di vista e convinzioni, così come sottoporre questi ultimi al vaglio dei criteri filosofici. (287) …
- In sesto luogo, Filosofia per Bambini introduce il racconto di una storia come veicolo di educazione morale, ma anche di educazione metafisica, logica, estetica ed epistemologica. Il racconto come testo filosofico offre un modo indiretto di comunicazione che, in un certo senso, salvaguarda la libertà del bambino. …
Un programma integrale di educazione morale deve insistere sullo sviluppo delle capacità, sia affettive sia cognitive, senza attribuire importanza privilegiata alle une o alle altre. (288) …
Piano piano gli alunni vanno scoprendo che, a seconda che acquisiscano capacità di discernere fra idee forti e idee deboli, prendono forma un apprezzamento crescente per le prime e un rifiuto per le seconde. I sentimenti del bambino, cioè, vanno ponendosi al servizio della ricerca intellettuale. …
Quando i bambini leggono una storia che abbia per personaggi altri bambini, possono sentirsi più tranquilli nel momento in cui discutono gli aspetti affettivi dell’esperienza vitale dei protagonisti, perché tali aspetti sono integrati nella ricerca cognitiva di modalità di ragionamento che consentono loro di scoprire un senso da attribuire al loro mondo. …
In classe, nella misura in cui si stabilisce il dialogo aperto, l’insegnante potrà osservare che i sui alunni incominciano a mostrare maggiore fiducia in se stessi e nei propri compagni. (289) Questa fiducia e questo senso di padronanza possono intrecciarsi fra di loro e la discussione filosofica può iniziare a scostarsi dai personaggi del racconto per portarsi sulle interpretazioni e applicazioni personali, se i bambini del gruppo ne avvertono il desiderio o il bisogno. Nonostante il ruolo del docente sia quello di incoraggiare i bambini a scorgere la connessione fra i concetti teorici e i problemi pratici, non trova mai giustificazione il costringere i bambini a parlare delle proprie personali emozioni o esperienze di vita in seno a un corso di filosofia.
Oltre a offrire un modo indiretto di comunicazione, il racconto filosofico può servire da modello di dialogo filosofico per i bambini in classe; può anche servire come molla che fa scattare il processo di scoperta, cioè può indirizzare verso idee filosofiche che possono essere elaborate e sviluppate attraverso il dialogo e l’attività di classe. Può aiutare i bambini a capire la differenza fra pensiero logico e non logico in modo poco sofferto, nel momento stesso in cui offre direzioni appropriate per indicare loro quando è da preferirsi il pensiero logico oppure quello non logico. Un’altra funzione essenziale del racconto filosofico è quella di sensibilizzare gli alunni verso la complessità e l’ambiguità delle situazioni morali e, a volte, circa la necessità di inventare o creare il comportamento morale appropriato. … Il racconto è un mezzo veramente adatto a cristallizzare la complessità e la multidimensionalità delle situazioni morali, come anche a porre in risalto le conseguenze che provengono dalle decisioni. In tal modo, il racconto costituisce un veicolo per lo sviluppo della sensibilità morale. (290) …
I bambini sono impazienti di prendere in esame i propri problemi consueti, e questo favorisce uno sviluppo facile e fluido della discussione, una volta che sia stato creato un contesto di fiducia e rispetto reciproci. …
Corrono differenze fra ciò che succede in un gruppo di Filosofia per Bambini o in altri gruppi con programmi di educazione morale. … La prima consiste nel fatto che l’impostazione di Filosofia per Bambini cerca in modo deliberato di mantenere la dimensione morale nel contesto più ampio della vita del bambino e, contemporaneamente, conferirle equilibrio mediante discussioni pertinenti ad altre aree filosofiche: metafisica, estetica, logica, epistemologia, ecc. … La seconda differenza risiede nel continuo impiego, da parte dei bambini, di tecniche logiche che favoriscono un pensiero critico più efficace. L’insegnante deve spiegare queste tecniche e proporre ai bambini esercizi che lo aiutino, non soltanto a padroneggiare le tecniche, ma anche ad applicarle a situazioni per essi significative. …
Il racconto filosofico in se stesso offre un mezzo per dimostrare che ciascun bambino possiede un proprio stile di pensiero e di comportamento. (291) …
La relazione fra la logica e la moralità.
Un aspetto cruciale della moralità può consistere non tanto nei propri valori considerati individualmente, quanto nella relazione che si stabilisce fra tali valori. … L’argomento morale non consiste in una cosa o nell’altra, ma nella relazione fra le due. (293) …
La pratica morale deve svilupparsi coerentemente e costituire una totalità integrale per ciascun individuo. Perché questa moralità sia effettiva l’individuo deve considerare la violazione ingiustificata di questa totalità, di questa coerenza e di questa integrità come violazione autodistruttiva della propria integrità e, pertanto, come qualcosa di cattivo. …
Per i bambini che hanno capito che cosa significa ragionare, al segno che riescano a distinguere il ragionamento buono da quello trascurato, risulta più difficile farsi ingannare a proposito di ciò che è, o non è, compatibile con la loro stessa identità e con l’orientamento di fondo delle loro esistenze. È per questo motivo che imparare a ragionare è indispensabile per la moralità. (295) …
I bambini le cui linee esistenziali sono caratterizzate da totalità, coerenza e integrità sono bambini per i quali la repulsione per la menzogna, ad esempio, non sarà una sorpresa, nonostante essa rappresenti la rottura di tale integrità. …
Si deve porre in evidenza che il bambino coinvolto nella pratica dell’onestà sarà portato a non mentire, non solo perché il mentire sarebbe qualcosa di non coerente con tale pratica, ma bensì perché la menzogna romperebbe l’armonia dell’integrità e la totalità della sua dimensione esistenziale. In questo senso, prendere consapevolezza delle relazioni parte-tutto risulta tanto formativo in educazione morale quanto la conoscenza della coerenza logica. (296) …
La logica è solo una parte della filosofia, quanto l’educazione morale è solo un aspetto dell’educazione. L’insegnante deve tenere in considerazione la relazione che intercorre fra logica ed etica, così come la relazione fra filosofia e processo educativo. Non deve peraltro perdere di vista ciò che tale processo educativo può fare per la totalità della vita del bambino. (298) … Interpretare la componente etica di Filosofia per Bambini semplicemente come uno sforzo per accrescere la prestanza cognitiva dei bambini o la loro capacità razionale (in modo tale che la ragione riesca a sovrastare i sentimenti) sarebbe prendere in modo molto distorto l’impostazione che abbiamo dato. …
Uno dei filosofi classici più perspicaci affrontò l’argomento osservando che una passione non può essere conquistata dalla ragione, ma soltanto da un’altra passione ancora più forte della prima. (300) Se ne deduce che nei bambini – se vogliamo aiutarli a controllare le proprie inclinazioni all’irrazionalità – si dovrebbe stimolare l’impulso verso la razionalità, il naturale amore per il senso, il desiderio di capire, i sentimenti per la totalità e la passione nella ricerca lungo gli interminabili sentieri della consapevolezza individuale. La corrente attuale di interesse, condivisa dai filosofi in merito alla nozione di “passioni razionali” è un antidoto salutare contro il morboso e futile sforzo volto ad amplificare le capacità intellettive a discapito delle emozioni. …
Se vorremo che i nostri bambini accordino preferenza alle azioni nobili anziché a quelle poco nobili, faremo bene a dedicarci a coltivare lo sviluppo dei loro gusti e preferenze o all’orientamento del nascere e svilupparsi dei loro appetiti e desideri, anziché assillarli semplicemente con consigli moraleggianti. Se riusciamo ad aiutare i bambini a desiderare, in modo più intelligente, ad avere gusti e appetiti più educati e preferenze più razionali, otterremo molto di più sulla rotta della loro trasformazione in persone morali che se ci limitassimo a mascherarli con una vernice superficiale di logica, se li esortassimo ad amarsi e rispettarsi reciprocamente e se inducessimo in loro un atteggiamento docile nei confronti delle nostre dottrine ed ideologie preferite. (301) …
La cosa principale da tener presente per un individuo che sta praticando giudizi morali riguarda i procedimenti più che non i contenuti di sostanza. … Un adeguato giudizio morale si riscontra, pertanto, nella preoccupazione per i principi di procedimento nella ricerca, più che non nell’insistere sulla perfezione di questo o di quel principio morale di sostanza. (302) …
Ciò che Filosofia per Bambini può fare meglio è perfezionare il giudizio morale affinando nei bambini le tecniche coinvolte nell’elaborazione di tali giudizi e, al tempo stesso, sviluppando l’amore per l’attenzione a queste tecniche. (303) …
L’attenzione ai procedimenti, che conduce parzialmente alla formazione del carattere del bambino, farà certamente di più per la crescita del giudizio morale del bambino che non tutti gli edificanti discorsi che mai siano stati scritti. … Il perfezionamento del giudizio morale imporrà, perché sia efficace, la costruzione di un insieme specifico di opere letterarie che incorporino e mostrino le modalità della coscienza morale, la natura dell’integrità morale, le tecniche della ricerca morale e le strutture alternative della comprensione etica. Filosofia per Bambini, per porsi come curricolo efficace di educazione morale, deve, di conseguenza, occuparsi dell’utilizzo di testi letterari insieme a procedimenti filosofici indirizzati verso lo sviluppo della capacità logica, della sensibilità estetica, dell’intuizione epistemologica e della globalità metafisica. I bambini interessati da questi procedimenti sono bambini il cui giudizio morale avrà maggiori probabilità di migliorare nel corso del processo educativo. (304)
Immagine di copertina tratta da La Verità.
