Matthew Lipman, A.M. Sharp, F.S. Oscanyan
LA FILOSOFÍA EN EL AULA
Proyecto Didáctico Quirón, n° 31
Madrid, Ediciones de la Torre, 1992
Originale: Philosophy in the classroom (1980)
Philosophy goes to school (1988)
Temple University Press
(Traduzione e sintesi dallo Spagnolo a cura di Mario Bruno)
Capitolo 8
Il curricolo di Filosofia per Bambini
Il programma IAPC (Institute for the Advancement of Philosophy for Children) vide la luce nel 1969 e si è andato estendendo a partire dal 1974.
Innanzitutto possiamo prestare attenzione a come si può distribuire l’introduzione della filosofia a partire dalla scuola materna fino all’età di 18 anni. (125)
Il curricolo è costituito da sette storie accompagnate da relativi manuali per l’insegnante:
- Scuola materna. Elfie. Manuale: Relazionare i nostri pensieri.
- 7-8 anni. Kio e Guss. Manuale: Meravigliarsi di fronte al mondo.
- 9-10 anni. Pixie. Manuale: Alla ricerca del senso.
- 11-12 anni. La scoperta di Harry. Manuale: Ricerca filosofica.
- 13-14 anni. Lisa. Manuale: Ricerca etica.
- 15-16 anni. Suki. Manuale: Scrivere: come e perché.
- 17-18 anni. Mark. Manuale: Ricerca sociale.
- Scuola materna – fino a 7 anni. Si prodigano sforzi per l’acquisizione del linguaggio, con particolare attenzione alle forme di ragionamento. Si pone enfasi nell’intensificazione della consapevolezza percettiva, nella condivisione di prospettive attraverso il dialogo, nei processi di classificazione e di differenziazione quando si ragiona sui sentimenti.
- 8-9 anni. I bambini in questa fase evolutiva devono raggiungere un livello che consenta loro di affrontare il ragionamento formale del livello successivo. Si presta maggiore attenzione alle strutture semantiche e sintattiche, come l’ambiguità, i concetti che stabiliscono relazioni e le nozioni filosofiche astratte come la causalità, lo spazio, il numero, la persona, la classe e il gruppo. (126) …
- 10-11 anni. Il curricolo si sofferma sull’acquisizione della logica formale e informale. Si cerca di promuovere la formazione in classe di una comunità di ricerca.
- 11 anni. Tramite la discussione delle premesse fondamentali del lavoro scientifico i bambini possono pervenire a riconoscere i fini e i benefici di ciò che la scienza è in grado di realizzare. (127) Gli studenti che hanno goduto dell’opportunità di discutere concetti come quelli di obiettività, predizione, verifica, misura, spiegazione, descrizione e causalità risulteranno più preparati per affrontare il contenuto delle materie scientifiche e saranno più motivati nell’avventurarsi in una ricerca scientifica….
- 12–14 anni. Qui il curricolo pone l’accento sulla specializzazione filosofica elementare negli ambiti della ricerca etica, del linguaggio e degli studi sociali. … Lisa si interessa alle relazioni tra logica e morale. Questo curricolo aiuta gli studenti a offrire buone ragioni nel tentativo di giustificare le loro credenze, così come a giustificare certe devianze dei modelli normali di condotta. … La storia esplora il modo di affrontare e di superare i blocchi di scrittura e fa riferimento alla scrittura poetica proponendo numerosi esercizi e attività. (128).
Fini e obiettivi di Filosofia per Bambini.
L’obiettivo centrale del programma di Filosofia per bambini è aiutare gli alunni a imparare a pensare da soli:
- Miglioramento della capacità di ragionamento. (129) … Il selvaggio riuscì a giungere al punto di rendersi conto che il modo adeguato di risolvere un problema era agire sulla causa più che sull’effetto. … Ciò che è importante, tuttavia, è lo sforzo per correggere, la lotta ingaggiata per ridimensionare, la spinta che ci induce a migliorare. Gli uomini primitivi devono essere divenuti a poco a poco coscienti della differenza che esiste fra un ragionamento buono e uno cattivo … (130) Ciò che pare più verosimile è che gli umani scoprirono le proprie capacità di scoprire, esplorare e inferire. Il fatto che inventassero strumenti fu forse meno importante del fatto che scoprissero di avere la capacità di inventare strumenti e molte altre cose. Il fatto che avessero inventato il linguaggio fu forse meno significativo di quello che avessero iniziato ad analizzare, a discutere, a essere riflessivi e speculativi … (131) È molto meglio insegnare ai bambini il rispetto reciproco invogliandoli a partecipare ad attività che consentano loro di scoprirne il valore intrinseco, anziché farne oggetto di insegnamento specifico spiegando loro in che cosa consista o insistendo perché si rispettino reciprocamente. (132) … Se è necessaria la formazione del carattere morale sarà necessario fare ricorso agli interessi del bambino nel loro ruolo di mezzi e di materiali. Aiutiamo i bambini a percepire nessi … questi ultimi possono essere insegnati anche come relazioni; oltre alla relazione di classe esistono altre due grandi categorie importanti: il nesso di causa-effetto e quello di parte-tutto. … L’intelligenza è una questione di percezione di quali siano le parti di una situazione e come esse si connettano fra di loro e con la totalità a cui appartengono. … Ogni lezione di educazione artistica in scuola è un laboratorio per l’intelligenza … (133) Il fatto che la filosofia consideri entrambe le forme di intelligenza (comprensione della relazione parte-tutto e della relazione causa-effetto) valide e importanti (a differenza della scienza che ne considera una sola o dell’arte che considera l’altra) è ciò che rende la filosofia così fortemente adeguata come metodologia di pratica educativa. … Si può affermare che i bambini pensano per induzioni e deduzioni molto prima di iniziare a usare il linguaggio. (134) … I bambini incominciano a pensare filosoficamente quando iniziano a chiedere “Perché?”. … Si danno due funzioni principali alla domanda “Perché?”. La prima è quella che porta a scoprire una spiegazione causale; la seconda riguarda la definizione di uno scopo. (135) … Siamo tentati di dire che il comportamento filosofico di una persona va diminuendo con l’età. Questo si pone in forte contrasto con l’aumento di informazione che il bambino riceve e con la sua maggiore facilità nell’uso di strumenti concettuali. (137) … Dal momento che la nostra cultura definisce solitamente l’intelligenza in termini di capacità di risposta a domande più che di porre domande, e in termini di competenza nella soluzione di problemi più che nella loro rilevazione e formulazione, non pare strano che si pensi di norma che filosofia e infanzia si escludano a vicenda. (138) … L’insegnante può stimolare i suoi alunni a esplorare le implicazioni delle loro intuizioni originali … (139) Molto spesso misuriamo le capacità dei bambini nel fare cose che noi vogliamo che facciano anziché attribuire valore alle loro capacità di fare ciò che essi amano fare. … Limitarsi a osservare ciò che i bambini fanno come risposta alle esigenze espresse dagli adulti è un surrogato molto povero perché possiamo valutare ciò che essi possono fare quando sono in gioco i loro interessi e problemi specifici. Il vantaggio di Filosofia per Bambini risiede nel consentire che la classe si trasformi in un luogo di discussione che possa prendere in considerazione i temi attinenti ai problemi dei bambini, temi sufficientemente vari e tali che l’attività non sia ridotta agli aspetti operatori dell’intelligenza infantile, ma comporti anche l’assunzione di argomenti contemplativi e creativi. (140) Non occorre che l’intervento degli adulti si sforzi di ottenere che i bambini si pongano in sintonia perfetta con la prospettiva che gli adulti hanno della realtà; si deve anzi cercare che i bambini esplorino i propri pensieri e le proprie esperienze mediante l’uso di tecniche filosofiche tratte dalla ricca e inesauribile tradizione filosofica. … I bambini possono avere problemi con le inferenze percettive, le inferenze logiche o le inferenze empiriche. (141) … Forse questo corso di pensiero filosofico può contribuire ad alleggerire il problema, ad aiutare i bambini nel coinvolgimento in un processo di inferenza, predisponendo un contesto che li incoraggi a farlo. Filosofia per Bambini dovrebbe stimolarli a realizzare inferenze migliori, aiutarli a identificare l’evidenza di cui si dispone e sostenerli nel riconoscimento delle inferenze erronee. (142)
- Sviluppo della creatività. L’impostazione di questo programma dà per scontato che il pensiero logico può essere stimolato soltanto attraverso l’attività creativa e, al contrario, che la creatività può essere stimolata attraverso lo sviluppo della capacità logica. Le due cose procedono di pari passo. … In certe circostanze può dimostrarsi molto utile per i bambini esplorare i risultati di un ragionamento falso. (143) … Lo sviluppo dei bambini dipende anche da come incoraggiamo la loro creatività e la loro capacità inventiva. (144)
- Crescita personale e interpersonale.
- Sviluppo della comprensione etica. Un’impostazione filosofica dell’etica è quella che pone l’accento sul metodo della ricerca etica … All’interno di Filosofia per Bambini l’etica non mira a inculcare regole o princìpi morali dall’alto, ma a familiarizzare lo studente con la pratica della ricerca morale. … Per molti bambini imparare a pensare filosoficamente occupa una posizione privilegiata nel processo di discussione interpersonale e nella riflessione che segue a questa discussione. (145) … La discussione, a sua volta, provoca altri vantaggi. In particolare fa sì che i bambini diventino coscienti del fatto che esistono altre personalità, altri interessi, valori, credenze e pregiudizi. Una delle più efficaci conseguenze della comunicazione in classe è l’aumento della sensibilità. … Se la sensibilità interpersonale non viene fortemente stimolata come un prerequisito dello sviluppo sociale del bambino, subirà un arresto lo stesso sviluppo sociale … la percezione interpersonale è frequentemente il prodotto di un dialogo filosofico ben impostato. … Se, grazie al programma, si sono accresciute la sensibilità e la capacità di giudizio, è molto probabile che tale programma sia servito non solo ad accelerare la crescita dei bambini, ma anche ad amplificare la loro reale capacità di crescere. (146) … Il giudizio deve sottostare a una consapevolezza morale e a una intelligenza morale.
- Sviluppo della capacità di trovare il senso all’interno dell’esperienza. L’unico senso che i bambini rispetteranno sarà quello che potranno inferire da soli dalle proprie vite, non quello che viene loro offerto da altri. Un modo di scoprire il senso è quello di scoprire nessi. (147) …
Possiamo identificare diversi modi di scoprire il significato: scoprire alternative; scoprire le imparzialità; scoprire la coerenza; scoprire la possibilità di avanzare ragioni per sostenere le nostre convinzioni; scoprire la globalità; scoprire le situazioni; scoprire le relazioni parte-tutto.
- Scoprire alternative. Come possono i bambini imparare a pensare attraverso nuove alternative? … Un modo per arrivarci è lo sviluppo dell’abitudine di tenere sempre in considerazione la possibilità che la negazione di ciò che stanno dicendo si dia per sicura (pensare il contrario). (148) … I bambini incominceranno a rendersi conto che, quando si dispongono in ordine i pensieri e le loro rispettive negazioni, iniziano anche a fare uso di un modello di alternative. … Una semplice dimostrazione con il ricorso alla logica propria del bambino farebbe vedere a quest’ultimo che qualcosa è possibile, persino se non è praticamente realizzabile al momento. È questo che noi intendiamo per “apprendere a scoprire alternative nuove e originali”. Significa tener conto di tutte le possibilità. (149) … Ciò che è importante è garantire ai bambini la possibilità di fare un esame delle situazioni, tale che consenta di cercare soluzioni alternative che altrimenti potrebbero essere trascurate.
- Scoprire l’imparzialità. Il problema consiste nel sapere quando essere parziali e quando essere imparziali. La difficoltà consiste nel fatto che la gente è con buona facilità parziale, mentre le costa molto imparare ad essere imparziale. C’è una situazione nella quale l’imparzialità si dimostra in particolare appropriata. È la situazione in cui si sta cercando di capire qualcosa. (150) … Hai appreso dall’esperienza di altri. Hai imparato a vedere le cose tanto dal punto di vista di un altro quanto dal tuo punto di vista. Hai iniziato a rispettare gli altri per le loro opinioni così come rispetti te stesso per le tue. Hai iniziato a superare il tuo modo originario e parziale di valutare la situazione per riuscire a essere più obiettivo e imparziale. (151) … Porre a confronto atteggiamenti e opinioni, scambiare con altri opinioni tendenziose dà come risultato una sorta di consenso, nel senso che ogni bambino assume una posizione meno rigida rispetto a quella che aveva in precedenza. (152)
- Scoprire la coerenza.
- Scoprire la capacità di avanzare ragioni per sostenere le nostre convinzioni. Un modo efficace di provare la fondatezza delle proprie convinzioni è l’essere capaci di avanzare ragioni o evidenze che le possano sostenere. … Mettere a prova le proprie idee è di grande aiuto per i bambini. … Esiste un tipo di dialogo che può rivelarsi estremamente vantaggioso, non solo per chi pone le domande, ma bensì per chi è costretto a pensare alle risposte da dare (vale a dire, per la persona alla quale si richiede di avanzare ragioni per credere ciò che crede). Ed è di grande aiuto a coloro che stanno in ascolto e prendendo nota di ciò che si dice: li costringerà a pensare un po’ di più perché essi credano in (poiché nutrono motivi che li inducono a credere a) ciò che credono (consapevolezza). (156)
- Scoprire la globalità. È necessario incoraggiare i giovani non solo ad amare e a rispettare le idee, non solo a volere che le proprie idee siano fondate e ragionevoli, ma anche a stabilire relazioni fra idee, a vedere come esse sono connesse fra di loro, come convergono e come offrono conferma al loro interno. … Può essere di guida, per i bambini, chiedere loro se riescono a vedere i nessi (nei casi in cui uno vede il nesso ma gli altri non lo vedono) e aiutarli a mettere in relazione le proprie idee con le cose che succedono nelle loro vite e nel mondo in cui vivono. (157) … L’insegnante, ponendo domande, deve sollecitare gli alunni a vedere i nessi tra ciò che accadde in precedenza e ciò che segue. Probabilmente non esiste preparazione migliore perché un bambino riesca a sviluppare un adeguato concetto del proprio io che quella di porre in relazione il presente con il passato e con il futuro per riuscire a comprenderli in un filone di vita continuativo. … Un adulto che si ostini nel partire dalle parti per arrivare alla totalità sta lavorando esattamente contro la tendenza dei bambini ad iniziare dalla totalità per passare, in seguito, a fare distinzione fra le parti (totalità > analisi > sintesi). (158)
- Scoprire situazioni. Qualora i bambini non abbiano ancora sviluppato i mezzi adatti e appropriati per prendere decisioni, forzarli ad assumere una decisione, persino nel caso si tratti di qualcosa di artificiale o di idealizzato, è destinato a essere percepito come qualcosa di frustrante e, forse, persino umiliante. Non aumentiamo l’autostima dei bambini quando li mettiamo in situazioni per le quali non sono ancora preparati; anzi, la indeboliamo vistosamente. Quali sono, allora, i mezzi per formare giudizi etici che i bambini dovrebbero sviluppare? Ci sono altre cose, come il rispetto verso i punti di vista altrui, la capacità di identificarsi e sintonizzarsi con altre persone (empatia), la capacità di ragionare coerentemente, il riuscire a immaginare alternative possibili, la sensibilità nel percepire la diversità di particolari minimi ma importanti all’interno delle relazioni interpersonali, un senso della singolarità della situazione in particolare e di ciò che sarebbe giusto nel caso dato, persino quando situazioni più o meno simili siano state affrontate in modo diverso in passato. … Uno dei procedimenti potenzialmente utili sarebbe fare in modo che i bambini rappresentino (magari in forma di pantomima per esprimerle nello stile comico del cinema muto) situazioni svariate. (160) … Riassumendo, varrà la pena non attribuire eccessiva importanza alla presa di decisioni e, al contrario, convergere gli sforzi per preparare i bambini alla vita di ogni giorno sollecitandoli a partecipare a situazioni immaginarie dove si ponga enfasi nella capacità di percepire le sfumature. (161)
- Scoprire le relazioni parte-tutto. Come la comprensione delle relazioni parte-tutto contribuisce al conseguimento dei quattro obiettivi elencati all’inizio di questo capitolo: miglioramento della capacità di ragionare; sviluppo della creatività; crescita personale e interpersonale; sviluppo della comprensione etica? (162)
7a – Sviluppo della capacità di ragionamento.Se si presenta la scoperta del ragionamento nella cornice di una storia e se si dà per vero che il ragionamento che si sta apprendendo trasferisce la propria validità nel contesto più esteso della vita di una persona, allora l’acquisizione dei princìpi del ragionamento può presentare molti aspetti interessanti. … Ancor più, quando i bambini scoprono che il ragionamento appreso in una lezione può essere impiegato in altre lezioni, che non si limita allo spazio di un tema o di una disciplina, ma si dimostra utile anche nel gioco e all’esterno come all’interno della scuola, il risultato di ciò che stanno facendo quando studiano i modi di ragionare giunge a essere molto eccitante.
7b – Sviluppo della creatività. La vera definizione di una relazione estetica è quella di una relazione delle parti con il tutto o del tutto con le parti. … Dobbiamo insistere perché i bambini più piccoli, fra i due e i sette anni, possano fare uso di una grande abilità nella manipolazione di relazioni parte-tutto, abilità che, per sventura, tende a svanire con l’approssimarsi della preadolescenza. … Se la giornata scolastica fosse ricca di relazioni significative parte-tutto e se gli insegnanti prestassero una attenzione particolare alla relazione che i frammenti di conoscenza tengono con il contesto più allargato dell’esperienza del bambino, sarebbe allora possibile che la comprensione delle relazioni parte-tutto percorresse un processo di crescita anziché di impoverimento.
7c – Crescita personale e interpersonale. La confusione che un bambino sperimenta di fronte alla propria identità personale, il suo modo di vivere atteso nella maggiore età, le aspettative della famiglia, le relazioni con i compagni, l’ambivalenza educativa e altro ancora, tutto ciò può essere superato soltanto se si incoraggia il bambino a riflettere e ad analizzare l’orientamento fondamentale della propria vita. Ma come si arriva a tanto? Se Filosofia per Bambini fosse soltanto un programma di logica o di pensiero critico, certo non potrebbe aiutare il bambino a risolvere la propria confusione. Ma è molto più di questo. Essa presuppone un dialogo su temi e concetti con i quali i bambini stanno lottando per attribuire loro un senso, ai quali si aggiunge il porre il bambino di fronte a prospettive alternative che sono state elaborate da filosofi dei tempi passati. Si chiede ai bambini di essere naturali, ma che cosa significa essere naturali? Si dice loro che devono essere se stessi, ma chi sono essi? Li si stimola ad apprendere e a rispettare le regole della società, ma che cosa sono le regole?
I bambini sentono la necessità di riflettere sugli aspetti chiave del periodo vitale che stanno attraversando nel momento attuale. Ci sbagliamo se pensiamo che possiamo lasciare da parte i problemi di un bambino semplicemente fornendogli alcune ricette per uno sbrigativo comportamento sociale e personale, quando il bambino non può capire le parole di cui si compongono queste ricette. Gli adulti offrono spiegazioni e, talvolta, impartiscono semplicemente ordini ai bambini dando per scontato che i bambini capiscano le parole e le idee implicite in queste spiegazioni e ordini. Ma non possiamo dare per scontato nulla di simile. Il bambino sente che il linguaggio e i concetti a cui gli adulti fanno ricorso, quando presentano loro una interpretazione del mondo o quando offrono loro alcune linee di orientamento su come si dovrebbe agire nel mondo, costituiscono parte intima del mondo degli adulti. La filosofia della vita che una generazione di adulti vorrebbe fosse accettata dalla generazione dei giovani si trasforma in qualcosa di sospetto per questi ultimi, a motivo dei termini in cui si presenta quella filosofia di vita. (164) È per questo che i bambini vogliono sapere continuamente ciò che intendiamo dire quando usiamo questo termine o quell’altro: non provano interesse soltanto per le parole in se stesse, ma per le opinioni che permeano tali parole, opinioni che non sono disposti ad accettare se non a condizione di maggiori spiegazioni.
7d – Sviluppo della comprensione etica. Ciò che è bene non è bene per se stesso, ma bensì è bene nei termini della relazione che una azione pone con il contesto di cui è parte. Nello stimolare i bambini a sviluppare una comprensione etica dobbiamo aiutarli a scoprire le relazioni esistenti tra ciò che essi si prefiggono di fare e la situazione nella quale si prefiggono di farlo. (165) …
Immagine di copertina tratta da Mariano Diotto.
