Albert Bandura
(a cura di)
IL SENSO DI AUTOEFFICACIA
Aspettative su di sé e azione
A cura di Dario Ianes
Centro Studi Erickson, Trento, 1996 (orig. 1995)
Prefazione
(Albert Bandura – Stanford University)
Il volume è organizzato attorno a un concetto essenziale, e cioè che le convinzioni sulla propria efficacia personale rispetto all’affrontare con successo le richieste della vita influenzano in modo significativo il benessere psicologico, la realizzazione personale e la direzione che prende la propria vita. (7)
Capitolo primo
Il senso di autoefficacia personale e collettivo (Albert Bandura)
Le persone hanno la facoltà di determinare il proprio funzionamento psicosociale attraverso meccanismi di autoregolazione. Fra i meccanismi di autoregolazione, nessuno è più centrale e di maggiore portata delle convinzioni che le persone hanno circa la propria efficacia personale.
Il concetto di “senso di autoefficacia” si riferisce alla convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati. Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano delle fonti di motivazione personali e agiscono. Le convinzioni di efficacia contribuiscono significativamente alla motivazione e al successo.
Le convinzioni delle persone riguardo alla propria efficacia si possono originare da quattro fonti principali. (15)
- Le esperienze di gestione efficace, cioè quelle in cui una persona affronta effettivamente con successo una determinata situazione, costituiscono la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia. Lo sviluppo del senso di autoefficacia mediante esperienze di gestione efficace comporta l’acquisizione di strumenti cognitivi, comportamentali e di autoregolazione. L’acquisizione di un solido senso di efficacia richiede il superamento di ostacoli per cui è necessaria la perseveranza nell’impegno.
- La seconda delle principali vie per la creazione e il rafforzamento delle convinzioni di efficacia è costituita dall’esperienza vicaria fornita dall’osservazione di modelli. L’impatto del modellamento sulle convinzioni di efficacia personale è fortemente influenzato dalla percezione di somiglianza con i modelli. (16)
- La persuasione è il terzo mezzo capace di consolidare la convinzione delle persone di essere in possesso di ciò che occorre loro per riuscire. (17)
- Nel valutare le proprie capacità le persone si basano in parte anche sugli stati emotivi e fisiologici. La quarta strategia capace di modificare le convinzioni di efficacia consiste dunque nel migliorare le condizioni fisiche, nel ridurre la propensione allo stress e a emozioni negative e nel correggere le interpretazioni scorrette delle condizioni corporee. Gli indici fisiologici legati al senso di autoefficacia si ripercuotono significativamente sulla salute e sulle attività che richiedono forza e resistenza fisica. Gli stati emotivi negativi (ansia, collera, …) possono avere effetti di vasta portata sulle convinzioni di efficacia personale in numerosi ambiti di azione. (18)
Le convinzioni di efficacia regolano il funzionamento umano attraverso quattro processi principali. Si tratta di processi cognitivi, motivazionali, affettivi e di scelta:
- Processi cognitivi. Gran parte del comportamento umano, essendo intenzionale, viene regolato dal porsi obiettivi dotati di valore soggettivo. La scelta degli obiettivi personali viene a sua volta influenzata dalla stima soggettiva delle proprie capacità: quanto maggiore è l’autoefficacia percepita, tanto più elevati sono gli obiettivi che le persone si pongono e l’impegno che dedicano al loro raggiungimento. (19)
- Processi motivazionali. Le persone motivano se stesse e dirigono le proprie azioni anticipatamente attraverso la formulazione di previsioni. Si formano delle convinzioni riguardo a quello che sanno fare, anticipano i risultati probabili di azioni future, si pongono degli obiettivi e pianificano il corso di azioni designato a realizzare scenari futuri dotati di valore soggettivo. Infine, mobilitano le risorse disponibili e la quantità di impegno necessario per riuscire. Esistono tre diverse fonti cognitive di motivazione in merito alle quali sono state formulate diverse teorie. Queste fonti consistono nell’attribuzione causale, nelle aspettative del risultato e negli obiettivi rappresentati cognitivamente. (20)
- Processi affettivi. La convinzione delle persone nelle proprie capacità di gestione efficace determina, oltre al loro livello di motivazione, anche la quantità di tensione e depressione che provano in situazioni pericolose o difficili. (22)
- Processi di scelta. Le convinzioni di efficacia personale possono modellare il corso che la vita assume anche determinando il genere di attività che si intraprendono e i contesti ambientali a cui si sceglie di accedere. (25)
Le convinzioni di autoefficacia sono il prodotto di un processo complesso di auto-persuasione, basato sull’elaborazione cognitiva di informazioni di autoefficacia provenienti da diverse fonti e acquisite attraverso l’azione, attraverso l’influenza di altri e interpretando i processi fisiologici. (27)
Esistono tre modi principali attraverso i quali le convinzioni di efficacia operano come fattori essenziali nella carriera scolastica. Essi comprendono:
- Le convinzioni degli studenti circa la propria capacità di regolare il proprio apprendimento e di affrontare con successo le diverse materie scolastiche.
- Le convinzioni degli insegnanti circa la propria autoefficacia nel motivare e promuovere l’apprendimento nei loro studenti. (34)
- Il senso di efficacia collettivo del corpo insegnante circa l’idoneità delle proprie scuole a favorire progressi culturali significativi.
I teorici che si occupano del filone metacognitivo hanno studiato la pragmatica dell’autoregolazione per quanto riguarda:
- La selezione di strategie appropriate.
- La verifica della propria comprensione e del proprio livello di conoscenza. (35)
- La correzione dei propri errori.
- Il riconoscimento dell’utilità delle strategie cognitive. (36)
Gli effetti biologici dell’autoefficacia nel fronteggiare lo stress.
Molti degli effetti biologici dell’autoefficacia si verificano, nelle molteplici situazioni della vita quotidiana, quando ci si trova a dover gestire eventi stressanti acuti o cronici.
Non sono le condizioni di vita stressante di per sé, ma è la percezione dell’incapacità di gestirle che produce gli effetti biologici negativi.
La teoria cognitivo-sociale considera le reazioni di stress nei termini del senso di inefficacia nell’esercitare un controllo sui pericoli incombenti e sulle richieste ambientali difficili. (46)
Capitolo secondo
Analisi evolutiva delle convinzioni di controllo (August Flammer)
Personalmente propongo una distinzione fra il controllare (cioè la regolazione effettiva di un processo), il controllo (cioè la possibilità di controllare o di regolare un processo qualora ciò si rendesse necessario) e le convinzioni di controllo (cioè le rappresentazioni soggettive delle proprie capacità di esercitare un controllo. (71) Questo lavoro prende in esame il costrutto mentale o cognitivo rappresentato dalle convinzioni di controllo. Esso è importante per almeno due ragioni:
- Costituisce il prerequisito per la pianificazione, l’inizio e la regolazione delle azioni guidate e dirette verso obiettivi.
- Costituisce una parte del concetto di sé e, all’interno di esso, determina in larga misura i sentimenti di autostima, causando stati emotivi quali l’orgoglio, la vergogna e la depressione. (72)
Capitolo quarto
L’autoefficacia in una prospettiva transculturale (Gabriele Oettingen)
Viene analizzato il modo in cui la cultura potrebbe esercitare un influsso sulle varie fonti dei sistemi di convinzioni circa l’autoefficacia. (173)
In una cultura caratterizzata da una notevole differenziazione nel potere si insegna ai bambini a obbedire ai loro genitori e a trattarli come superiori. L’istruzione è “centrata sull’insegnante” in quanto gli studenti si aspettano che gli insegnanti controllino le loro attività di apprendimento. Si presume che il materiale di studio rifletta il sapere degli insegnanti, i quali non devono essere contraddetti o criticati. Ci si aspetta che i genitori appoggino gli insegnanti. Diversamente, nelle culture caratterizzate da una minore disparità di potere, i bambini sono incoraggiati a esprimere liberamente i propri punti di vista in famiglia e a trattare da pari i genitori. L’istruzione impartita a scuola è “centrata sul bambino”. Gli insegnanti si aspettano che gli studenti diano avvio alla comunicazione, facciano sentire la propria voce e avanzino delle critiche e che trovino la direzione e il ritmo di apprendimento che sono loro maggiormente congeniali. Ci si aspetta che i genitori si schierino dalla parte dei bambini.
In condizioni di ampia disparità di potere, l’insegnante è un potente agente di influenza. Quando i bambini valutano la propria autoefficacia nella scuola, le loro valutazioni dovrebbero essere in larga misura il prodotto diretto delle valutazioni e delle azioni degli insegnanti. Di conseguenza, i bambini tenderebbero a giudicare le proprie capacità nei termini delle valutazioni degli insegnanti. Anche i compagni che fungono da modelli vengono visti con gli occhi degli insegnanti. Dal momento che agli insegnanti vengono attribuite molte qualità proprie degli agenti di influenza efficaci (es: ruolo di esperto, potere), il loro feedback valutativo dovrebbe avere un peso rilevante sull’autovalutazione dei bambini circa le proprie capacità. Quanto agli stati affettivi, la sofferenza emotiva dovuta a scarsi risultati scolastici contribuirebbe notevolmente a determinare un senso di inefficacia. L’autorità indiscussa degli insegnanti può aumentare l’attivazione di emozioni negative. Così, lo stato emotivo dei bambini dovrebbe diventare una fonte di informazioni di primo piano per i giudizi di autoefficacia. (180)
Immagine di copertina tratta da Accademia del Benessere.
