Dove vanno a finire i giovani d’oggi? Li abbandoniamo così?

Immagine per cortesia staseraintv.mobi

Ricompare sullo schermo un uggioso giorno d’autunno e stancamente mi siedo davanti alla tivù. Stamane si parla su vasta scala dei cinque giovani che a Colleferro hanno massacrato a calci e pugni un ragazzo inerme, lasciandosi andare a una ferocia che non ha neppure dell’animalesco, ma del diabolico in tutti i sensi, una cosa terribile, impensabile. È soltanto uno tra una rosa di fatti di questo genere.

Non molto tempo addietro, dai mezzi di informazione del 12 luglio scorso, siamo nel 2020, si veniva a sapere: Scoperta “chat orrore”, coinvolti minori. È una scoperta raccapricciante fatta dalla Polizia postale: “20 minori tra 13 e 17 anni si scambiavano, in chat, video di orribili violenze e contenuti di alta crudeltà”. L’inchiesta, coordinata dalla Procura dei Minori di Firenze, è partita dalla denuncia a Lucca della madre di un quindicenne, che ha rinvenuto nel cellulare del figlio immagini hard anche con bimbi. Trovati nel cellulare anche video di suicidi, mutilazioni e decapitazioni di persone e animali. Le ipotesi di reato sono detenzione, divulgazione, cessione di materiale pedopornografico. Coinvolti minori di molte città; venti le denunce.

Si dice siano casi isolati, ma quando si verifica anche un solo episodio a questo livello di gravità è proprio il momento di allarmarsi. Poi si va a cercare il “come mai?”.

Un salto nel nuovo anno 2021 e il 5 febbraio le notizie ancora ci fanno ripiombare nel buio più tetro. Sono l’Osservatorio in difesa di Terres del Hommes e ScuolaZoo a diffondere qualcosa di veramente allarmante poco prima della Giornata Internazionale contro il bullismo prevista per il 7 febbraio e del Safer Internet Day di due giorni appresso: si viene a sapere che il 61% dei giovani afferma di essere vittima di bullismo e di cyberbullismo, mentre per il 68% dicono di esserne stati testimoni. Dai ragazzi queste devianze comportamentali sono considerate come le minacce più temute subito dopo le droghe e la violenza sessuale. Fra di loro, 6 su 10 non si sentono al sicuro quando smanettano online. Per le ragazze, e sono il 52,16%, l’incubo più feroce è il “Revenge porn” (o diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, definito anche come pornografia non consensuale e abuso sessuale tramite immagini ossia l’atto di condivisione di immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso, attuato sia on-line che off-line). Nel corso del 2020 il 93% degli adolescenti ha espresso il sentimento di sentirsi solo e questo è un dato ancor più preoccupante visto l’aumento del 10% rispetto al precedente anno 2019.

Non occorre affidarsi a un’accurata analisi sociologica per vedere chiaro attraverso la fumosità di tali eventi. Succede che la maggior parte fra i giovani devianti viva la propria esistenza in un contesto di esperienze deludenti; alcuni hanno assorbito l’idea e la convinzione di essere nati per godere e per essere serviti senza produrre sforzi di sorta, altri sono cresciuti privi di una base educativa sufficientemente salda; altri, ancora, sono stati irretiti da chimere, da false promesse, da esempi di pura malvagità. Senza voler distogliere l’attenzione dalle responsabilità personali, che dovrebbero essere sempre presenti alla coscienza di tutti, quindi anche dei giovani, in tutti questi anni di facile benessere abbiamo fatto una corsa a cogliere l’attimo, a non lasciarci sfuggire le occasioni per soddisfare le nostre voglie, a concedere facili licenze sulla scorta di un lassismo di comodo e, spesso, non ci siamo accorti che i nostri figli venivano ghermiti da una corrente avversa e portati alla deriva. Dovremo ripensare molto a quel che sta succedendo, anche e soprattutto alle nostre responsabilità di adulti, se non vogliamo che il mondo crolli su se stesso definitivamente.

Il Servizio Pubblico, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo domenica 7 febbraio, presta la propria voce con una programmazione dedicata. Fra le numerose iniziative reperibili sul Web, viene comunicato che alle 21.10 sarà Rai Movie (canale 24) a offrire il film “Moonlight – Tre storie di vita” vincitore di tre Oscar nel 2017: la pellicola racconta la difficile vita di Chiron, giovane di Miami, fra infanzia e prima maturità. Domenica 7 febbraio alle 8.30 su Rai Storia (canale 54) la programmazione prosegue con “Il giorno e la Storia” (in replica alle 11.30, alle 14 e alle 20.10) che ripercorre l’origine dell’iniziativa della campagna nazionale ideata dal MIUR denominata “Il nodo blu contro il bullismo” e che vede gli studenti e le scuole italiane dire NO a tale piaga, attraverso iniziative e proposte didattiche. Sarà il film breve “La stanza – The room” che, in onda su Rai3 alle 10.05 – a raccontare la vicenda di Andrea, costretta a cambiare casa, scuola e amici per una propria foto nuda apparsa in Rete. Perseguitata da un cyber-bullo, Andrea mediterà il suicidio. 
Lunedi 8 febbraio proseguirà per Rai Ragazzi, su Rai Gulp (canale 42), la messa in onda della serie, ambientata in un liceo, “POV – I primi anni” (dal lunedì al venerdì, alle 20.15) dove la lotta al bullismo è uno dei temi principali. Il portale Rai Cultura propone lo Speciale di Rai Scuola “Il bullismo ti frega la vita”, realizzato con gli studenti dell’Istituto comprensivo Confalonieri-De Chirico di Roma e con il Laboratorio teatrale integrato Gabrielli, che hanno lavorato a una rappresentazione teatrale per raccontare come nasce e come si può contrastare questo fenomeno in allarmante crescita tra adolescenti e pre-adolescenti.

6 febbraio 2021
Mario Bruno

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