Che cos’è?
Parte II di 2
Il documentario preso come fonte di riferimento, come detto nella puntata precedente, accenna all’effetto Doppler postulato dal fisico Hubble, relativo allo spostamento della frequenza luminosa verso il rosso negli spazi cosmici, indice di un allontanamento dei corpi ivi contenuti, l’uno dall’altro e da tutti gli altri. Una domanda si poneva in premessa, e la ripetiamo: “Dove inizia l’Universo? Ha un inizio?”. Si crede che all’inizio – accettiamo per ora questo termine, facilmente confutabile – il tutto fosse compresso in una inimmaginabile compattazione e che qualcosa – la chiamarono Big Bang – fosse intervenuta lasciando scorrere centinaia di migliaia di anni perché L’Universo, da una temperatura iniziale di intensità apocalittica, iniziasse a raffreddarsi quel tanto da consentire la liberazione della luce rimasta fino allora imprigionata.
Vogliamo sapere di più in questa immensità di corpi, ma intanto non conosciamo neppure a sufficienza quali siano le caratteristiche salienti del nostro Pianeta, figuriamoci dell’Universo che ci ospita. Per di più le osservazioni dell’ultima ora hanno messo in evidenza la presenza di campi estesi dell’Universo che sino a poco tempo fa erano ignorati. Li chiamarono “materia oscura” ed “energia oscura”. Si parla degli anni ’30 del secolo scorso e si dice che la materia scura esiste, ha un’influenza sulle masse stellari e planetarie. Non è visibile né palpabile e sembra interagire in minima misura con la materia visibile. Potrebbero addirittura manifestarsi diverse specie di materia oscura, ma non abbiamo idea di che cosa si tratti. Nel nostro Universo, inoltre, si diffonde una forza repulsiva, l’energia oscura, responsabile dell’allontanamento dei corpi celesti nell’Universo in espansione. Materia oscura ed energia oscura sono due forze che agiscono di concerto, ma in direzioni opposte: la prima per trattenere compatta la materia onde evitare che l’energia oscura la disperda nello spazio disgregandone l’insieme. Si sono azzardate numerose stime per quantificare la presenza di queste due forze. Una delle più accessibili collocherebbe l’energia oscura diffusa per il 68% nell’Universo, seguita dalla materia oscura presente per il 27%. La materia visibile risalirebbe soltanto al 5% dell’Universo.
Per buona sorte, dall’equilibrio delle sue componenti l’Universo può funzionare come sta realmente dimostrando di fare.
Penetrare il mistero. È quanto di più improbabile si possa proporre a un appassionato ricercatore, ma è proprio il buio del cunicolo che egli deve attraversare ad attirarlo verso l’ignoto. Apro questa riflessione proprio su quanto appena affermato nei confronti della materia oscura e dell’energia oscura. Chiamiamole forze, e allora sono forze, al pari della gravità come “cosa in sé”, dell’elettromagnetismo in sé e di altre entità indescrivibili nella loro essenza, che non vediamo, non possiamo toccare, né misurare, né catalogare, né dirigere secondo la nostra volontà, ma nonostante tutto crediamo nella loro esistenza constatandone gli effetti in natura. Si crede infatti che esistano, e lo possiamo arguire da che cosa producono all’interno dell’evoluzione dell’Universo che ci è dato di poter osservare nel misero ambito di appena il 5%, quello che appartiene alla materia visibile. Non ci resta che rimanere immobili nella nostra voglia di capire, appena ci apprestiamo a cercare di dare una definizione in termini di caratteristiche e di struttura a forme arcane come l’energia oscura e la materia oscura.
Questa considerazione mi porta a formulare una serie di pensieri su tutto ciò che riteniamo esista, ma di cui non abbiamo prove tangibili. Forse ancora un atto di fede, come quello imposto dalle forme di religione o come le ipotesi e le congetture soggette ad analisi e a falsificazione, proposte dalla filosofia e dalla scienza in genere.
L’idea viene immediatamente trasposta, dietro l’eco delle verità rivelare dalle religioni, alla presenza di entità spirituali nel mondo, all’idea di un Essere superiore, principio, spiegazione e fine di tutte le cose. L’accostamento non è casuale. Volgendo l’occhio agli spazi infiniti riusciamo a scoprire movimenti, trasformazioni, direzionalità, evoluzioni e involuzioni in ogni oggetto della realtà che ci sta intorno.
L’uomo primitivo era incline a supporre la mano di una divinità super potente, all’origine di tutti i fenomeni più strabilianti e terrorizzanti. Poi sopraggiunse l’indagine scientifica che scalzò il concetto trascendentale di divinità responsabile degli eventi, sino alla supposizione, difficile a intendersi, che l’Universo senza origine né fine sia scaturito dal Nulla, per fluttuazione di energie particolari, spontanee, probabilmente dotato di un’esistenza infinita.
Che cosa significhino, nello specifico, le parole, “fluttuazione, spontaneamente, Nulla, energie”, ancora non si riesce a spiegare e ad attribuirvi connotati essenziali e definibili. Si opera, come altro non si possa fare, per congetture, per ipotesi al momento non verificabili, ma pur sempre esposte a confutazione. È il mondo spirituale o, meglio, dell’esistente ineffabile che con il termine “spirituale” può avere efficace attinenza. E come dare una spiegazione del concetto di “infinito”? Noi, che siamo abituati a constatare perennemente il “tutto scorre” collocando oggetti e fenomeni in un divenire compreso fra un inizio e una fine, come possiamo mai immaginate qualcosa di estremamente diverso, che sia sempre stata ossia che non abbia avuto origine da nessuno o da nessuna causa?
Ma anche la materia oscura e l’energia oscura, di cui si è trattato nelle righe precedenti, presentano quei requisiti di ineffabilità di cui si rivestono le entità così denominate “spirituali”. Dire “materia oscura”, ad esempio, è come inventare una denominazione e applicarla a qualcosa di sconosciuto, ma che si suppone tenga insieme i nucleoni, gli atomi, i sistemi stellari e galattici. L’intuizione che ci porta a immaginarne l’esistenza potrebbe suggerirci di chiamarla in qualsiasi altro modo, tanto continueremo a non sapere di che cosa si tratti. Questa “qualcosa”, poi, non la possiamo fotografare perché ci si riveli nella sua vera essenza, nelle sue fattezze di “cosa in sé”. Qualcuno potrebbe azzardare l’idea secondo la quale spirito, materia oscura, energia oscura siano aspetti di una realtà che travalica la natura a noi esperibile. In tal senso, ancora, trascendentale.
Vado pensando: potrebbe esistere qualche affinità nella sostanza di cui si rivestono le forze della natura e le inimmaginabili forme spirituali di esistenza o apparenza? Nel contesto degli studi fisici abbiamo dato il nome a quattro forze presenti nella materia. Una è la gravità, i cui effetti conosciamo molto bene; la seconda è la forza elettromagnetica che, con la sua particella portatrice, il fotone, tiene insieme il nucleo e gli elettroni all’interno dell’atomo. Poi una forza debole che sta alla fonte del decadimento dei nuclei atomici, in conseguenza della quale un neutrone si trasforma in protone e così facendo emette un fotone e uno sprazzo di energia elevatissima; è costituita da particelle alle quali è stato dato il nome di bosoni. Infine la forza forte, così chiamata in quanto supera tutte le altre in potenza posseduta, al contrario della gravità che si costituisce come la più debole delle quattro elencate.
La forza forte è di fondamentale importanza in quanto ha la funzione di tenere legati fra loro i protoni e i neutroni compresi nel nucleo atomico. È importante in particolare per il motivo che impedisce il verificarsi di un disastro cosmico di colossali proporzioni. Accade infatti che i protoni siano dotati tutti di una identica carica elettrica e, come diretta conseguenza, sarebbero indotti a respingersi reciprocamente, come quando si avvicinano due poli identici, positivo con positivo o negativo con negativo, di due calamite, i quali tendono ad allontanarsi l’uno dall’altro. La forza forte opera, dunque, la coesione intra-nucleare fra protoni annullandone la tensione repulsiva reciproca, tramite l’attivazione di una particella, detta “gluone”, dal significato di colla, adesivo.
Ora noi pensiamo a queste forze: potremo mai conoscerne l’essenza e l’origine? Potremmo ricavarne un’immagine fotografica per riconoscerle? La risposta, al momento, è NO, come lo è per un approccio appassionato e illusorio al mondo dello Spirito, come lo è nei tentativi vani e pazzeschi di conoscere intimamente l’essenza e l’origine della materia oscura e dell’energia oscura.
Sta qui, dunque, l’asserzione di affinità che ho richiamato. Un’affinità che nulla ci dice della realtà esperibile e conoscibile di materia-energia oscura, di forze della Natura, di Entità spirituali. Possiamo fare rientrare in quest’ambito anche i sentimenti, gli stati d’animo, le speranze, i moti affettivi, le rappresentazioni mentali, la mente stessa. Di tutto questo insieme di realtà impalpabili a noi è concesso limitatamente di conoscere gli effetti che ricadono sulla materia e sul nostro comportamento, mentre l’origine e l’essenza, la “cosa in sé” delle forze che ne stanno alla base ci restano sconosciute. Così per i “credo” religiosi, di qualunque stampo essi siano.
Accennando al Creato, le considerazioni dell’ultima ora parlano di fluttuazioni, di formazione spontanea, di nascita dal Nulla, ma con questo si elude il dispiegarsi di situazioni che appaiono e si svolgono riportando di necessità la riflessione a un progetto pre-esistente, diretto verso uno scopo pre-visto, a un’intenzione-guida che, tutti insieme, presuppongono un’espressione di Volontà da attribuirsi a un’Intelligenza estremamente consapevole, a una Mente dalle possibilità e dai confini illimitati. Illusione? Fantasticheria? Forse. Tuttavia, consideriamo per un momento i salti di qualità cognitiva avvenuti nella Storia dell’uomo: i primi abitatori del Pianeta trasportavano il materiale di loro uso con le braccia o sulla schiena. Qualcuno, un giorno, osservò rotolare una pietra, poi un grosso ramo che scivolava in avanti scorrendo su un ramo più piccolo; di lì in poi arrivò alla scoperta-invenzione della ruota, ma certo non avrebbe mai immaginato che una ruota di altre proporzioni e struttura avrebbe fatto planare un aereo supersonico su un campo di atterraggio. Chi avrebbe immaginato che esistesse la penicillina per risolvere numerosi problemi di salute? E chi il computer o il telefono cellulare o l’intelligenza artificiale? Ora con questo voglio dire che ogni approdo a nuove scoperte o invenzioni sia stato frutto di continue e copiose osservazioni, riflessioni, domande formulate, supposizioni, prove, errori, cambiamenti di punti di vista, congetture, sperimentazioni. Che ai nostri tempi questo modo di procedere della mente umana si sia arrestato? Credo di no e penso che, anche di fronte a realtà invisibili come quelle accennate, un giorno accadrà che qualcuno confermi la veridicità delle ipotesi più incredibili di tutto un lavoro mentale precedente, scopra forse che tutto ciò che non è esperibile dai nostri sensi, come le sostanza spirituali per esempio, non sia raggiungibile in quanto dimora in una dimensione, esistente di fatto, ma che sta oltre la nostra natura umana.uesto voglio dire che l’approdo a ogni nuova scoperta o invenzione siua stato prceduto da un lavoro proppedeutico della mente di alcuni uomiuni, desiderosi s
Se soltanto proviamo a soffermarci su ciò che accade dal concepimento alla nascita di un bimbo, con l’apparire, la collocazione, il funzionamento in sinergia di organi e apparati adibiti a realizzare qualcosa di autoconsapevole nel mondo dei viventi, già c’è da restare meravigliati per l’ordine e la finalità con cui si svolge l’accrescimento. Se, poi, consideriamo noi stessi, nella complessità organico-biologica che ci compete, restiamo allora profondamente sorpresi se spostiamo l’attenzione ai passaggi ordinati e perfettamente orientati delle trasformazioni che all’interno del nostro organismo si verificano, restando a lato della nostra volontà cosciente.
Soltanto uno fra una molteplicità di esempi: abbiamo terminato di consumare un pasto piacevole. Dalla deglutizione in poi, ciò che avviene non riguarderà più il nostro controllo attivo. Sarà lo stomaco con le rimanenti componenti dell’apparato digestivo a mettere in fila le sostanze pervenute, a separarle secondo requisiti specifici, destinarle e distribuirle per essere elaborate e metabolizzate, nel loro compito specifico di incrementare i tessuti ai quali sarebbero state destinate per il loro nutrimento e accrescimento. Così, determinate sostanze sarebbero inviate al sistema muscolare o respiratorio o circolatorio e via dicendo; altre trasformate in calore, quindi bruciate per creare energia, altre selezionate per l’espulsione, perché nocive. E senza che nulla di tutto ciò ci passi per la testa. Un esempio affine, che sa di inquietante, è quello del cuore, che continua a pulsare, coì come la respirazione che non ha soste nell’incamerare aria ed espellere anidride carbonica, anche di notte, mentre dormiamo e allorché la nostra coscienza rimane come sospesa: percorsi vitali fedeli a una programmazione accurata, precisa e ossequiente. Chi non ha mai pensato a una sorta di Volontà che, al di là del nostro potere di supervisione, dirige tutta questa fantastica macchinazione? Lo vediamo in noi, nel fiorire della Natura, nell’interazione fra agenti portatori di vita quali, a esempio, gli insetti impollinatori, nel moto perfetto e matematicamente prevedibile degli astri nel Cielo, e sgraniamo tanto d’occhi nella constatazione di quelli che, in modo un po’ affrettato e ingenuo, ci apprestiamo a definire “miracoli”. Viviamo una realtà che si svolge attraverso il verificarsi di continui miracoli, come quelli or ora abbozzati.
Sto pensando più in particolare alla così definita realtà spirituale che molti credono permeare la nostra esistenza ovvero cito concetti come quello di “anima”, di “Dio”. In quanto all’anima, che dovrebbe identificarsi come la parte vera, genuina del nostro Io, immaginiamo che essa, postulandone l’esistenza in qualche forma, viva e operi in stretta connessione con il corpo, quindi si accresca, poniamo il caso, da una prima scintilla di origine divina – per il momento mettiamola così – e, grazie alle opere positive del nostro comportamento e alla nostra ricerca di avvicinamento alla Verità, si formi e si completi per tutta la permanenza dell’individuo sulla dimora terrena, e si ammanti di una consapevolezza sempre più luminosa. Allorché si separa dal corpo biologico, alla morte di questo, si dilata nella ricerca di quella universalità e di quella completezza dal momento in cui si era mossa come scintilla voluta e creata da una Volontà suprema. Non più con i connotati fisici che appartennero al corpo da lei abitato, non più con le funzioni relative ai sensi percipienti, ma trasformata in una sostanza permeata da una dimensione a noi sconosciuta, viva comunque, liberata dai vincoli dello spazio, del tempo, della causalità, protesa verso l’infinito nell’atto di liberare potenzialità di conoscenza negate al misero abitatore carnale del pianeta Terra.
Così pure per il concetto di divinità: un Dio rappresentato nella iconografia cattolica sempre in edizione maschile, attempato assai, con tanto di lunga e folta barba, collocato nell’alto dei Cieli, fra nubi maestose e una popolazione di spiriti eletti a sua gloria e adorazione. Ce l’hanno fatto vedere così, fin da bambini, e noi ci lasciavamo ingenuamente trascinare all’idolatria, fuori ragione. Usiamo il termine “Dio” perché non sappiamo a quale altra denominazione riferirci per indicarne la personalità occulta. In verità, pensandoci bene, non si troverebbe una parola adatta a esprimerne il concetto con la precisione sperata.
C’è chi ne nega l’esistenza e, per lui, il problema si svuota di significato già all’origine del suo proporsi: sul suolo che calpestiamo si nasce, si campa, si muore e tutto finisce nel Nulla. Ma anche per il Nulla occorrerebbe trovare una definizione, visto che di esso niente ci giunge a conoscenza, neppure attraverso le acrobazie più ardite delle nostre speculazioni filosofico-religiose o strettamente scientifiche.
Come è avvenuto a proposito delle forze e delle energie fisiche di cui s’è detto, possiamo con certezza postularne l’esistenza, a muovere dai moti perfetti e prevedibili che scopriamo in noi e nella Natura – argomento già trattato – vettori inspiegabili se non in presenza di un progetto, legato a un’intenzione finalizzata, derivato da una Forma intelligente. Dunque, non il Dio che benedice o che fulmina dall’alto, non un individuo antropomorfizzato, pura caricatura della nostra fantasia, non un “qualcuno” che sta lassù in attesa del momento buono per giudicarci, premiarci o maledirci. Anche per Dio, se vogliamo ammetterne l’esistenza in qualche arcana apparenza, l’idea di una Mente, di una Volontà ineffabili, inafferrabili, indescrivibili, inconoscibili, nella sostanza parimenti inarrivabili, prive di rappresentazione.
Questi, peraltro, risultano essere i limiti della nostra umana natura e cultura, fonti di sofferenze mentali e di angosce prive di speranza. Allora, se la scienza ammette l’esistenza di energie e forze senza averne le prove che ne consentano l’intima conoscenza, senza poterle descrivere nella loro essenza, ma soltanto constatandone l’eco delle dinamiche nascoste e gli effetti osservabili; se le riflessioni di tono filosofico e religioso ci spingono a ipotizzare la presenza dello Spirito appropriandosi di alcuni deboli indizi e di alcune supposizioni costruite dal nostro lavorio mentale, allora si potrebbe quai congetturare il varo di una teoria unificata della realtà. Perché realtà impalpabili. fisiche e spirituali, non sperimentabili nella loro essenza, godono, lo abbiamo visto, di alcuni requisiti comuni, anzi di molti, e per questo occupano una parte condivisa nella nostra sete di conoscere.
Sto pensando alla visione di ciò che c’è e che si lascia osservare, all’immaginazione, talvolta fideistica, a fissare nella nostra mente la presenza di Entità non reperibili, agenti sulla nostra vita individuale e sulla complessità degli eventi naturali. Sto pensando al passato e al presente indecifrabili, al futuro che pende minaccioso sulla continuità di esistenza per l’intera umanità, e mi chiedo se non ci siamo avvicinati abbastanza, ormai, a quella soglia di sapore olistico destinata a strappare i veli alla Verità, ad aprire occhi e coscienze verso ciò che unicamente conserva valore al mondo: il bene, il giusto, l’equilibrio, il bello e l’armonia dei moti di pensiero e di comportamento, in una luce di consapevolezza interminabile e inestinguibile.
Immagine di Copertina tratta da Glossario dell’Universo.

