I Templari – Parte 1

Iniziativa: UniTre di Bagnolo Piemonte
Terza Lezione: martedì 26 settembre 2023, ore 15,30

“Quando il denaro diventa fede e la fede diventa denaro. I Templari”

Parte I di 2

L’Ordine dei Templari era originariamente costituito da 11 frati francesi che, armati di spada, ebbero il compito di difendere dagli infedeli i pellegrini che viaggiavano lungo le strade sante fra Jaffa e Gerusalemme.
L’Ordine, che aveva sede nel luogo a suo tempo occupato dal tempio di Salomone, con ubicazione a Gerusalemme sul monte Moriah, fu riconosciuto dalla Chiesa nel 1129.
I Templari erano riusciti ad accumulare immense ricchezze con le quali provvidero alla costruzione di 9 mila fra chiese, palazzi e luoghi fortificati.

L’influenza dei Templari (nel 1147 se ne contavano circa 300, ma presto divennero migliaia): la loro ricchezza crebbe a ritmi vertiginosi.
Varie teste coronate reclamarono porzioni del patrimonio templare nei rispettivi domini.
In Portogallo, per esempio, le proprietà dei Templari finirono nell’Ordine del Cristo, creato per combattere i Mori. In Spagna l’Ordine militare di Nostra Signora di Montesa incamerò i beni del Tempio e parte dei suoi Cavalieri.
In Germania i loro possedimenti furono spartiti con i Cavalieri Teutonici, mentre Oltremanica le proprietà dell’Ordine di Malta subirono le confische di Enrico VIII e della Rivoluzione per le proprietà residue in Francia.

I cavalieri Templari, inizialmente denominati “Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone”, costituirono uno dei primi ordini religiosi cavallereschi cristiani medioevali.
La nascita si colloca nella Terrasanta, al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096, con lo scopo di difendere i pellegrini assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1119 un gruppo di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell’Ordine templare per assicurare l’incolumità dei numerosi pellegrini. L’Ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l’appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti si affiancava ad attività finanziarie e a un capillare sistema bancario. L’Ordine si inimicò il re di Francia Filippo il Bello nel 1312, a seguito della bolla Vox in excelso di papa Clemente V, che sospese l’Ordine: il pontefice non voleva creare un nuovo scisma con la corona francese.
Per permettere al re Filippo il Bello di impossessarsi degli ingenti averi appartenenti all’Ordine del Tempio, la Chiesa incoraggiò i cavalieri del tempio a diventare militiae Christi e a combattere gli infedeli in Terra santa.
Il 27 novembre 1095 papa Urbano II, nel concilio di Clermont, indirizzò un appello ai presenti perché si recassero in Terrasanta a riconquistare Gerusalemme, a quel tempo in mano ai turchi.
Il 15 luglio 1099 le truppe di Goffredo di Buglione conquistarono Gerusalemme dopo oltre un mese di assedio.
Molti crociati decisero di rimanere in Terrasanta per difendere i luoghi santi. Nacquero così diversi ordini religiosi; il primo fu l’Ordine dei Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione; subito dopo vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell’Ospedale e quello del Tempio.
Hugues de Payns, futuro fondatore e primo maestro dell’Ordine del Tempio, si recò in Terrasanta nel 1104. Ritornato nel 1107, organizzò il nucleo originario dell’Ordine templare, dandosi il compito di assicurare l’incolumità dei numerosi pellegrini.
Tra il 1118 e il 1120 i Cavalieri ricevettero i riconoscimenti e i favori dei primi re di Gerusalemme, fra i quali l’assegnazione dei locali presso la moschea al-Aqsa, prime donazioni in terre e in denaro. L’Ordine si costituì nell’area ove era stato costruito il Tempio di Gerusalemme, e fu perciò che i Cavalieri vennero chiamati milites Templi o Templarii. Dovevano osservare i voti di povertà, castità, obbedienza e il voto della lotta contro gli infedeli. La nascita formale è datata al 23 gennaio del 1120 in occasione di un concilio tenutosi a Nabalus in Samaria.
Tra il 1127 e il 1129 il Maestro Hugues de Payns si recò sul continente europeo per raccogliere adesioni, donazioni, denaro a sostegno della causa.
Il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle contribuì alla prima stesura della prima regola dei Templari, De laude novae militiae. Bernardo disse: «…quando egli uccide un malfattore, non commette omicidio, ma malicidio, il carnefice autorizzato da Cristo contro i malvagi».
La bolla Omne Datum Optimum di Innocenzo II sancì la totale indipendenza dell’operato dell’Ordine dei cavalieri Templari essendo essi soggetti solo all’autorità papale. Erano esenti dal pagare tasse e gabelle.
Ci furono anche attriti con il clero regolare, che portarono a molti conflitti di interesse tra i Templari e i sacerdoti. Fu messa più volte in discussione la bolla stessa, tanto che dovette essere confermata ben dodici volte tra il 1154 e il 1194.
La bolla Milites Templi, promulgata il 9 gennaio 1144 da papa Celestino II, concedeva ulteriori privilegi, “per l’onore e il rispetto della loro cavalleria”, oltre che il diritto a raccogliere questue.
Con la bolla Militia Dei, pubblicata da papa Eugenio III il 7 aprile 1145, i monaci Templari potevano raccogliere le decime. I Templari presentarono denunce al papa riguardo al fatto che il clero pretendesse un terzo dell’eredità di coloro che desideravano essere sepolti nei cimiteri dell’Ordine; con la bolla Dilecti filii venne ordinato al clero di accontentarsi solo di un quarto delle eredità.
Bernardo di Chiaravalle indisse nel 1147 la seconda crociata nel tentativo di riprendere la città rimasta in mano turca. La spedizione venne condotta da Luigi VII di Francia e dall’imperatore Corrado III di Svevia: si risolse in un insuccesso.
Re Baldovino di Gerusalemme (successo a Goffredo di Buglione) attaccò Ascalona – 16 agosto 1153 – ultimo atto della prima Crociata che vide vittoriosi i Crociati. Il maestro dell’Ordine, Bernard de Tremelay appoggiò l’iniziativa del re, ma molti Templari vennero uccisi dai difensori egiziani.
I cavalieri Templari elessero un nuovo Maestro nella persona di André de Montbard. La corona di Francia aveva tutto l’interesse di controllare l’Ordine. Il 25 novembre 1177 venne combattuta la battaglia di Montgisard. Le truppe del re Baldovino IV vennero rinforzate da un centinaio di Templari provenienti da Gaza.

Il Saladino. L’unica zona ove i crociati potevano rifornirsi d’acqua era a Hattin, vicino a Tiberiade. Il re condusse le sue truppe in questa direzione. Il 4 luglio 1187 Saladino circondò i cristiani nel corso della battaglia di Hattin, facendo prigioniero quasi l’intero esercito di circa quindicimila uomini, così come lo stesso re. Saladino fece giustiziare tutti i Templari catturati per il fatto che, secondo la Regola di San Bernardo, non potevano godere del diritto di riscatto. Il 2 ottobre Saladino fece il suo ingresso trionfale in Gerusalemme.
Nel tentativo di riconquistare Gerusalemme e di contrastare i successi del Saladino fu indetta da papa Gregorio VIII nel 1187 una terza crociata, denominata “crociata dei re” in quanto vide la partecipazione di Federico Barbarossa, Filippo II Augusto re di Francia e Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra. Nel 1191 i Templari si stabilirono ad Acri. Nella battaglia di Arsuf il Saladino fu sconfitto. Nel 1192 i Templari acquistarono l’isola di Cipro che poi vendettero a Guido di Lusignano.
La quinta crociata ebbe come obiettivo la spedizione d’Egitto nel 1218. Vi parteciparono i Templari, ma la situazione strategica e tattica fu talmente sfavorevole che nel 1221 l’esercito cristiano dovette rinunciare all’impresa.
Nel 1225 l’imperatore Federico II decise di recarsi in Terra santa con la sesta crociata. Si creò un conflitto insanabile fra l’imperatore e i Templari che avevano perso, oltre al ruolo ormai consolidato sui campi di battaglia, anche i diritti sui locali del Tempio. Nel 1244 forze crociate furono decimate in un tragico scontro con forze islamiche a La Forbie. Di trecento cavalieri Templari riuscirono a salvarsi solo una trentina. I vantaggi conseguiti furono azzerati.
Con Luigi IX di Francia ebbero inizio nel 1249 la settima e l’ottava crociata. Le navi cristiane si diressero verso l’Egitto. I Franchi non seguirono i consigli dei Templari. Il disastro fu totale. Dei duecentonovanta cavalieri Templari se ne salvarono solo cinque.
Nel 1291 si avverò un massacro di almeno 60.000 cristiani. I Templari decisero di evacuare Tortosa e Atlit. Nel 1302 la perdita di Ruad, il massacro della guarnigione templare e insuccessi militari in Terrasanta furono accompagnati anche da una decadenza morale progressiva dell’Ordine.

L’ultimo gran maestro templare Jacques de Molay.
Con la perdita di San Giovanni d’Acri, i cristiani furono costretti a lasciare la Terra Santa e i Templari scelsero di ripiegare verso Cipro.
Jacques de Molay, eletto nel 1293, aveva temporeggiato riguardo alla proposta fattagli da papa Clemente V nel 1306 di fondere i Templari con l’Ordine degli Ospitalieri per una nuova crociata. In ogni caso, già dalla metà del XIII secolo l’ideale crociato era andato in crisi, tra continue richieste di denaro per finanziare imprese spesso fallimentari e crociate predicate più per motivi politici che per combattere gli infedeli. I Templari in Europa, grazie a lasciti, donazioni e proventi da speculazioni, avevano accumulato ingenti ricchezze a discapito del loro voto di povertà. Il re di Francia era fermamente intenzionato ad appropriarsi dei loro ingenti beni.
Il primo a muovere delle accuse formali contro l’Ordine fu il templare rinnegato Esquieu de Floyran nel 1305. Il re francese Filippo IV il Bello dette ordine ai suoi consiglieri, fra cui Guglielmo di Nogaret, di aprire un’inchiesta. Gli addebiti mossi ai Templari erano talmente infamanti: eresia, idolatria e sodomia, che papa Clemente V indisse un’inchiesta il 24 agosto 1307. Filippo di Francia procedette con l’arresto dei Templari e con la confisca dei loro beni.
Guillaume de Nogaret a Parigi fece 138 prigionieri. Tutti i loro beni furono inventariati e affidati alla cura del Tesoro Reale.
i Templari arrestati iniziarono a confessare gli addebiti che erano stati loro mossi. C’era la possibilità per il papa di ordinare anch’egli l’arresto di tutti gli appartenenti all’Ordine il 22 novembre 1307.
Agli arresti e alle confessioni seguì un processo con la condanna dell’Ordine e la espropriazione dei beni.
Il manoscritto noto come pergamena di Chinon, ritrovato nel 2001 nell’Archivio Segreto Vaticano, dimostrerebbe come in quell’occasione il papa avesse concesso l’assoluzione agli alti dignitari dell’Ordine dalle accuse formulate dalla corona francese.
All’inizio del 1306 Clemente V abrogò due bolle di Bonifacio VIII che risultavano particolarmente nefaste all’ambizioso re Filippo. Clemente, durante tutto il suo pontificato, agì sempre a stretto contatto con la monarchia francese.

Mario Bruno

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Immagine di Copertina tratta da Focus.